Road to Elba: racconto di viaggio di una nuova location tra i Cieli Più Belli d’Italia

Oggi vogliamo raccontarvi cosa significa andare a svolgere un sopralluogo di Certificazione, trascorrendo ore ed ore nella natura, di notte, tra lunghe sessioni di astrofotografia e valutazione della qualità del cielo… per essere ripagati con uno spettacolo come quello che vedi nelle foto!

Il nostro viaggio inizia in una Domenica di Luna Nuova con un meteo ancora incerto ma tanta tanta fiducia in un miglioramento serale. Partiamo di buon mattino dalla nostra sede di Roma, destinazione Isola D’Elba alla scoperta del cielo stellato del Resort Tenuta delle Ripalte.

Pur con qualche diffidenza legata alle condizioni meteo che avremmo trovato all’Isola d’Elba nelle successive 48 ore, abbiamo deciso di partire ed affidarci ad alcuni modelli meteorologici che assicuravano tempo stabile e soleggiato, ma soprattutto nottate serene e limpide, condizione tassativa ed essenziale per poter svolgere un sopralluogo di certificazione.

È infatti importantissimo che durante la notte, momento in cui svolgiamo buona parte del lavoro tra report, timelapse e video in alta definizione del cielo stellato, ci siano condizioni di cielo sereno o al più poco nuvoloso. La presenza di molte nubi infatti crea problemi per i servizi fotografici, nonché per la visione delle stelle e della Via Lattea.

Ma il problema può verificarsi anche se le nubi non sono poi così tante, specialmente se addensate sopra le montagne o sopra le aree urbane, in quanto la presenza della nuvolosità può amplificare tantissimo l’inquinamento luminoso e influire negativamente sul punteggio della struttura ai fini della Certificazione, oltre che sui servizi fotografici.

Dopo un viaggio in auto da Roma a Piombino, con sosta per una meritata merenda, abbiamo preso il traghetto della compagnia Toremar con destinazione Portoferraio, Isola d’Elba. Durante il viaggio abbiamo subito iniziato a svolgere i primi timelapse a bordo della nave, per fotografare ogni secondo dalla partenza all’arrivo al porto di Portoferraio, compresi alcuni meravigliosi gabbiani che hanno “scortato” la nave fino a destinazione.

Lungo il tragitto in nave da Piombino a Portoferraio
Lungo il tragitto in nave da Piombino a Portoferraio
Attracco nella magnifica cornice dei bastioni del porto di Portoferraio

Dopo lo sbarco ci siamo messi subito in contatto con il responsabile della struttura Tenuta delle Ripalte, dove saremmo andati a svolgere il sopralluogo di certificazione.

Abbiamo attraversato una grossa zona dell’Isola d’Elba, fermandoci di tanto in tanto per scattare qualche fotografia, ammaliati dalla bellezza del mare elbano, della sua ricca vegetazione mediterranea e delle sue stupende calette dislocate su tutta la costa.

Sarà per il fatto che poche ore prima eravamo nello smog della Città Eterna, ma trovarci completamente immersi nella natura respirando aria buona e osservando un mare azzurro (come le nostre speranze di trovare un cielo stellato di qualità), ci ha riempito di gioia e buon umore!

Poco prima di arrivare a destinazione, abbiamo notato un rapido cambio nella vegetazione e nel colore del terreno: dal grigio/bianco dei basalti e dei marmi elbani, con vegetazione mediterranea composta da grossi arbusti, alberi di fico, cachi e pini marittimi, abbiamo osservato come il terreno, man mano che ci avvicinavamo a Tenuta delle Ripalte, diventava rosso.

La zona Sud-Est (ma anche quella Nord-Est) è conosciuta in tutto il mondo per le sue ricchissime miniere di ferro, il materiale che ha permesso nel ‘900 all’Isola d’Elba di fare un notevole progresso sul piano economico e infrastrutturale. Sono diverse le miniere di ferro che incontriamo durante il nostro tragitto fino a destinazione, inclusa quella più famosa di Punta Calamita, la più grande di tutta l’Isola, ormai in disuso, ma ogni anno meta di migliaia di turisti che diventano minatori per un giorno.

Anche se ci aspettava del grosso lavoro da fare, anche noi siamo stati colti da una vera e propria mania di scavare, in quanto ci siamo fermati in un punto dove era evidente anche ad occhi inesperti la presenza di minerali di vario tipo, tra cristalli, quarzi e soprattutto ematite e pirite, i due minerali simbolo dell’Isola d’Elba.

Minerali all’Isola d’Elba

La Pirite in modo particolare è estremamente bella e ricercata da parte dei turisti che si recano in vacanza all’Isola d’Elba: si tratta di un minerale che può trovarsi in varie forme geometriche a dir poco nette e precise, come quella cubica o esagonale, e noi stessi, scavando per qualche centimetro o rovesciando sassi, abbiamo avuto modo di trovare alcuni di questi materiali estremamente belli ed affascinanti.

Terminata la breve esperienza da minatori, attraversando tutta la Penisola Sud-Est dell’Elba e superando la Spiaggia dell’Innamorata, una delle più famose spiagge elbane, eccoci finalmente alla Tenuta delle Ripalte, dove il direttore Francesco ci stava aspettando, desideroso di conoscerci e di sapere come si sarebbe svolto il nostro sopralluogo.

Tenuta delle Ripalte è composta da un albergo, un residence, una serie di appartamenti, un’azienda agricola e una serie di dependance e di ville immerse nella lussureggiante vegetazione elbana.

La Struttura è di una bellezza inconfondibile, totalmente circondata dal verde e con vista mare addirittura su tre lati.

Capiamo subito che avremo moltissimo lavoro da fare, in quanto tra l’hotel e l’azienda agricola c’è oltre un chilometro di distanza, inoltre le varie dependance e ville a picco sul mare sono ancora più lontane.

Anche se è pomeriggio inoltrato, possiamo farci già un’idea su quello che il cielo ci avrebbe offerto durante le due notti seguenti, in quanto la Struttura è completamente isolata e distante svariati chilometri dalle prime abitazioni del comune di Capoliveri, unica piccola preoccupazione è legata alle luci della distantissima Piombino, sulla terra ferma. Nel frattempo il cielo continua ad essere quasi completamente sgombro da nubi, e questo ci rassicura ulteriormente sulla riuscita della nostra “spedizione elbana”.

Salutato il direttore Francesco, ci mettiamo subito all’opera per predisporre le attività di certificazione, iniziamo a piazzare le prime fotocamere e la go pro in punti strategici con lo scopo di immortalare il tramonto da varie angolazioni: veniamo subito colti da un’idea affascinante, ovvero quella di vedere il riflesso del sole e delle ombre sulla facciata dell’hotel, che è ancora chiuso al pubblico, e questo ci consentirà di svolgere i nostri reportage e lavori di certificazione nella quiete più assoluta.

Il superbo panorama dalla strada che, da Capoliveri, porta alla splendida Tenuta delle Ripalte

Calata la notte, la prima cosa che ci colpisce è l’assoluto buio, anche se alcune luci dell’hotel (che non possono essere spente per motivi logistici) impediscono un’atmosfera di buio totale. Altra cosa che notiamo è il costante suono della natura, il richiamo degli animali, specialmente fagiani, lepri, gufi, civette e cinghiali, di cui personalmente ho timore.

Ovviamente, essendo Tenuta delle Ripalte immersa nella natura del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, era lecito aspettarsi una forte presenza della fauna elbana, ma non ci aspettavamo fino a questo punto, con addirittura lepri di grosso taglio che zompettavano tranquillamente nel cortile del residence e dell’albergo, fermandosi di tanto in tanto a bordo strada, incuriosite dalla presenza di due umani intrusi a bordo di un auto.

Un riccio all’Isola d’Elba

Più passa la notte e più il cielo stellato si accende, specialmente sulla bellissima terrazza dell’azienda agricola, con spettacolare vista sul mare e sulla spiaggia di Remaiolo.

Maciniamo chilometri con la nostra auto, schivando lepri, buche, dossi e cunette, andando da parte a parte della struttura in cerca delle posizioni migliori per catturare la via Lattea e per fotografare le varie parti di Punta delle Ripalte, ma alla fine decidiamo di concentrare la maggior parte dei nostri sforzi nella zona dell’azienda agricola e delle villette a picco sul mare, dove, malgrado un freddo siberiano di rara incisività (ed eravamo ad inizio aprile al mare!) lottiamo contro il tempo per realizzare il miglior materiale fotografico, rimanendo ammaliati dalla bellezza di una Via Lattea che difficilmente abbiamo visto altrove in vista nostra.

Fortunatamente, l’inquinamento luminoso della costa (Piombino e Follonica in primis) influisce poco o nulla, tant’è che mentre facciamo le varie rilevazioni SQM possiamo constatare valori eccezionali, che si attestano attorno al 21.50, valori di buio assoluto che permetteranno alla struttura di prendere il livello massimo di qualità del cielo stellato, ovvero quello GOLD.

Rimaniamo fin quasi all’alba a lavorare, sfidando il gelo e il sonno, nemici che vanno sempre a braccetto durante questi sopralluoghi, ma alla fine rientriamo in camera soddisfatti, con centinaia di video e scatti fotografici ad altissima risoluzione.

Una Via Lattea di grandissimo spessore fotografata dalla tenuta agricola di Tenuta delle Ripalte

Dopo una dormita non particolarmente lunga, siamo carichi e pronti per affrontare una giornata di servizi fotografici diurni.

Facciamo volare il nostro drone sopra l’albergo, il residence, le ville panoramiche e l’azienda agricola, fotografando e riprendendo tutto, inclusa la vegetazione e i vari accessi al mare.

Dopo una grossa dose di fotografie a terra, decidiamo di elaborare alcuni timelapse alla struttura con le nubi sullo sfondo, e di fare lo stesso con le vicine isole di Pianosa e Montecristo, oggetto particolare dei nostri interessi, e per metà pomeriggio decidiamo infine di fare una serie di osservazioni e servizi video-fotografici alla Spiaggia di Remaiolo, dove i turisti e i vacanzieri che decidono di trascorrere le proprie vacanze alla Tenuta delle Ripalte possono prendere il sole e fare il bagno, circondati da natura e dalla pace più assoluta!

Mentre ritorniamo alla sede per riposarci, in attesa del tramonto e della seconda nottata di certificazione, abbiamo perfino modo di filmare e fotografare una famiglia di cinghiali.

La spiaggia di Remaiolo, da cui si accede da Tenuta delle Ripalte con una strada nella macchia mediterranea elbana

Dopo una cena a base di prosciutto e pasta alle vongole gentilmente offerta dal direttore Fabrizio, siamo pronti per la seconda notte da trascorrere a fotografare le stelle e la Via Lattea.

Fieri e soddisfatti del lavoro svolto durante il giorno e la notte precedente, decidiamo di fare qualche foto notturna al residence e all’hotel, anche se la presenza di alcune luci impedisce di fare troppe fotografie, e così decidiamo di spendere parte della notte ancora sulla terrazza panoramica dell’azienda agricola e tra le ville panoramiche di Tenuta delle Ripalte.

Grazie al direttore Francesco, che decide di passare del tempo insieme a noi, incuriosito dalla nostra attività e con molte domande da farci, non solo sullo stato dei lavori di certificazione ma anche su questioni astronomiche varie, entriamo dentro la più grande delle ville per fare delle fotografie sulla Via Lattea da un finestrone panoramico.

Dopo le due di notte, decidiamo di realizzare un ultimo video in alta risoluzione della Via Lattea sempre sulla terrazza dell’azienda agricola. Il freddo non ci scoraggia, e quando sono quasi le 5, e ancora non si vedono i primi timidi raggi di sole che preavvisano l’imminente alba, la Via Lattea si mostra nella sua veste più spettacolare durante il nostro sopralluogo: complici venti gelidi da nord, l’aria è ancora più tersa rispetto alla notte precedente, e la Via Lattea appare come meglio non potrebbe comparire, tant’è che ci fermiamo, increduli, ad osservare un cielo così pieno di stelle, ponendoci la domanda: quanto siamo piccoli nell’universo?

Sì, siamo un puntino invisibile in un mare pieno di oggetti celesti, talmente tanti da non essere ancora nemmeno stati stimati, se non con cifre incredibilmente alte con un innumerevole presenza di zeri. Dentro di me ripenso al testo della canzone “A sky full of stars” dei Coldplay, mentre l’alba inizia a fare la sua comparsa, la Via Lattea sparisce progressivamente e il nostro lavoro di certificazione volge al termine.

Fabrizio Marra alle prese con il set fotografico della Struttura e della magnifica Via Lattea alle sue spalle

Dopo un’altra breve dormita, siamo pronti per ripartire e tornare a Roma, dove ci aspetterà un lunghissimo lavoro di elaborazione dati, foto e video in alta risoluzione.

Ma prima di recarci a prendere il traghetto che ci riporterà alla terra ferma, un’ultima sosta alle aree minerarie dove ci mettiamo ancora una volta a scavare e a cercare minerali come la pirite, con la promessa di ritornare presto in questa incredibile isola e alla Tenuta delle Ripalte, che ci ha dato enormi soddisfazioni sul piano emotivo e lavorativo, avendo potuto immortalare una Via Lattea tra le più belle mai viste, consapevoli che questo è sul serio uno dei Cieli Più Belli d’Italia.

Arrivederci Isola d’Elba!

 

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