L’emozione di passare la notte in un Osservatorio Astronomico fra le colline del Chianti

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Oggi vi raccontiamo del nostro viaggio in Toscana per certificare uno degli osservatori più moderni e accessibili d’Italia [FOTO E VIDEO]

Pochi giorni fa l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è entrato a far parte de “I cieli più belli d’Italia” ed è ora ufficialmente riconosciuto come uno dei luoghi più belli dove osservare le stelle in Italia.

Per poter assegnare questo riconoscimento abbiamo viaggiato fino in Toscana per effettuare alcuni sopralluoghi, durante i quali, nel corso di un’intera notte, abbiamo scattato più di 2000 fotografie che ci hanno permesso di realizzare questo video.

Tuttavia per potervi descrivere al meglio il perché abbiamo voluto premiare l’OPC con il più alto riconoscimento di Astronomitaly abbiamo deciso di raccontarvi il nostro viaggio in Toscana e come abbiamo vissuto una nottata sotto le stelle del Chianti.

 

L’inizio di un viaggio emozionante

Una mattina di fine novembre partiamo da Roma alla volta di Barberino Val D’Elsa, in Toscana, per visitare l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti candidato a diventare uno tra “I Cieli più belli d’Italia”.

Macchina carica di attrezzature video-fotografiche, caricabatterie di riserva (mai senza!), qualche vivanda per il viaggio, guanti e l’abbigliamento necessario per una notte al freddo sotto le stelle… previsti appena -3°!

Passano alcune ore di viaggio, il paesaggio scorre e a un certo punto iniziamo a percepire la bellezza del Chianti con le sue inconfondibili e verdi colline, nonostante sia inverno.

Verso le 15.00 arriviamo a pochi passi dall’Osservatorio e decidiamo di fermarci a San Donato in Poggio, un piccolo borgo che si incontra nella strada per l’OPC.

Restiamo davvero sorpresi dalla bellezza di questo borgo medievale che sembra rimasto “sospeso nel tempo” e prima di ripartire ci fermiamo a fare qualche scatto del sole che illumina questa splendida giornata.

Tramonto a San Donato in Poggio

Dopo la nostra pausa a San Donato in Poggio è il momento di arrivare alla meta e visitare l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti!

 

La scoperta di una location stellare

In meno di 5 minuti scorgiamo le indicazioni per l’Osservatorio e finalmente iniziamo a intravedere fra la gli alberi la maestosa cupola!

Ci incontriamo con Damiano e Caterina, membri dello Staff dell’OPC, che ci conducono in una visita completa dell’Osservatorio in gran parte costruito con materiali ecosostenibili e dotato di attrezzature scientifiche non solo per lo studio degli astri ma anche per il monitoraggio del territorio e dell’ambiente.

La piacevole sorpresa arriva quando, con nostro grande entusiasmo, notiamo la presenza di un montascale installato appositamente per condurre le persone con disabilità sino al piano della cupola, dove si trova uno dei telescopi più grandi d’Italia.

Ad un tratto inizia per noi un’esperienza molto particolare, un viaggio “ad occhi chiusi” nel Sistema Solare. Si tratta del percorso multisensoriale, inaugurato da Andrea Bocelli che lì ha posto la sua firma, che permette anche ai non vedenti o ipovedenti di toccare con mano gli oggetti del Cosmo attraverso ricostruzioni in stampa 3D di alcuni oggetti del Sistema Solare.

Chiudiamo gli occhi e con il solo tocco delle dita siamo in grado di immaginare la superficie e la forma della Luna, dei Pianeti e anche di oggetti costruiti dall’uomo come i rover marziani o lo Shuttle.

Al termine del percorso, dulcis in fundo, nella sala principale ci imbattiamo in un autografo memorabile: la firma della grande Margherita Hack!

Nel frattempo, all’esterno la luce del sole inizia ad affievolirsi. Prima che il sole scompaia del tutto usciamo dalla struttura e approfittiamo per fare un timelapse del tramonto: in pochi minuti il cielo è un tripudio di colori e sopra la cupola dell’Osservatorio fa capolino il pianeta Venere che si lascia fotografare in tutto il suo splendore.

Venere dall'Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il meteo è perfetto: cielo limpido, la temperatura è gelida e il vento assente. Che inizi lo spettacolo del cielo stellato!

Iniziano così i nostri sopralluoghi e fra le diverse attività ci immergiamo in una sessione di fotografia notturna della location. È Luna nuova, con noi c’è solo il buio e il silenzio delle stelle. L’atmosfera è così “spaziale” che ad un certo punto facciamo un balzo in aria: con la coda dell’occhio, vicinissima a noi, appare ad un tratto una sagoma umanoide illuminata nell’oscurità dalle nostre torce frontali!

Per fortuna è solo una statua! È sempre stata lì ma mimetizzata nel verde che circonda l’osservatorio passava praticamente inosservata.

 

Una finestra sulle stelle e la Nebulosa di Orione

Dopo una lunga sessione esterna rientriamo per scaldarci un po’ in cupola, che viene aperta per l’occasione. Lentamente si apre una finestra sulle stelle (ci sembra quasi di stare su una nave spaziale!).

Decidiamo di proseguire la nostra sessione fotografica all’interno dell’Osservatorio con le stelle che brillano dalla fenditura rettangolare della cupola. Uno spettacolo unico che va immortalato!

Ad un certo punto abbiamo l’onore di sperimentare l’osservazione del cielo dal telescopio dell’Osservatorio (400mm di diametro) e quindi decidiamo di puntare uno degli oggetti più famosi del cielo invernale: la Grande Nebulosa di Orione.

Come la torretta di una nave spaziale, il telescopio punta verso il suo obiettivo e accade qualcosa di magico: un oggetto luminosissimo con le sue forme e i suoi flebili colori appare visibile restando a distanza dall’oculare.

Abbiamo quindi voluto catturare questo momento in uno scatto: ecco la foto della Nebulosa di Orione fatta a pochi centimetri di distanza dall’oculare, con Reflex e obiettivo 14mm. È esattamente così che l’abbiamo vista ad occhio nudo!

 

I nostri sopralluoghi proseguono fino a notte fonda e prima che il sole sorga scattiamo una foto ricordo di questa notte emozionante.

Non è la prima volta che lavoriamo in un osservatorio astronomico ma la qualità di questa struttura anche dal punto di vista dell’accessibilità, la maestosità della cupola e la bellezza del cielo stellato hanno reso la nostra esperienza astronomica perfetta: qui il cielo è tuo per una sera, oltre ogni ostacolo.

Sulla strada per il nostro alloggio continuiamo a stupirci perché nel buio più totale della notte vediamo le stelle brillare dal parabrezza!

 

Il rientro a casa e ancora un’ultima emozione

Il giorno dopo, prima di rientrare a Roma, decidiamo di pranzare insieme a Damiano, uno dei nostri ciceroni dello Staff dell’OPC, che ci porta a scoprire alcuni piatti della tradizione toscana fra cui il Peposo dell’Impruneta, uno spezzatino cotto al forno con molto pepe, poco pomodoro e vino rosso (Chianti).

Peposo dell’Impruneta piatto tipico toscana

Dopo aver degustato queste delizie ripartiamo per tornare a Roma e ancora un’ultima volta il fascino del Chianti ci trattiene. Sulla strada del ritorno ci fermiamo per fotografare uno spettacolo incredibile: una sottilissima falce di Luna crescente sta tramontando sulle colline del Chianti e in questo cielo tra l’arancione e il violaceo Venere brilla insieme a Marte e la stella Fomalhaut.

Con questa immagine termina il nostro racconto dell’esperienza vissuta all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti che si è certificato fra “I cieli più belli d’Italia”.

Siamo pronti per far vivere anche a te queste emozioni e troverai a breve sul nostro sito le esperienze di viaggio.

Fabrizio Marra

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Comments

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    مجله گردشگری تریاندا
    12 February 2018 at 11:08

    Amazing website! Many thanks!!

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